Sottanepoetiche è un gruppo di donne formatosi nel 2007 sul monte Legnone. Inizialmente eravamo in quattro Civetta Tere, Fumagalli Marz, Gariboldi Paola, Pinat Ellen e nel  viaggio si sono aggiunte LussiadiUanis, Valeria Illengo , Adriana Perego, Elena Mami, Roberta Fistolera, Elena Roncoroni.
Il desiderio di creare un laboratorio e lavorare insieme è nato intorno a una scatola di  vecchie letterine da biancheria pensando a come usarle e non dimenticarle.
Le letterine diventano scrittura, la scrittura poesia, poesia la nostra voce.
Nell’ intimità del nostro laboratorio a Novate Mezzola  realizziamo sottane ricamate dipinte scritte, Poetiche, utilizzando  mille materiali recuperati ovunque spesso, in vecchi bauli.
Una sottana vive quando viene scelta, indossata , incontra e diventa linguaggio insieme ad altri linguaggi artistici.

chi sono e dove
 
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Eventi e partecipazioni

-installazione in piazza al “Festival delle Arti”, Sondrio maggio 2007

-allestimento in un cortile al “Festival del racconto”, Arzo Svizzera settembre 2007

-mostra al museo etnografico, Codera Sondrio novembre 2007

-creazione di un percorso notturno di sottane illuminate nelle vie di Codera, “Sottane Luminose”, Codera Sondrio estate 2008 [nggallery id=20]

 

-animazione di un laboratorio scolastico presso la scuola media di Novate Mezzola, inverno 2009 -installazione “Immaginario Matrimoniale” e laboratorio al Museo Etnografico Guatelli, Parma 2009

-attivazione del progetto “Imbastire Storie”, laboratorio di dieci incontri con donne straniere in Val Chiavenna e installazione con le sottane ivi realizzate per serata teatrale conclusiva, Chiavenna inverno 2009

– realizzazione scenografica per lo spettacolo teatrale “Per Amarti”, Morbegno giugno 2010

– laboratorio di poesia e sottane legato all’ iniziativa “Parola nel mondo”, biblioteca civica S.Cassiano Sondrio 2011

-installazione lungo il sentiero d’accesso all’Abazia di Vallate in occasione del concerto di Sbiza e la Microrchestra, Vallate Sondrio giugno 2011

MANIFESTO
SOTTANE POETICHE

Sottanepoetiche è la poesia di gambe stanche e ardite arrampicate sulla cima di una montagna, affondate negli scarponi e avvolte da una sottana di donna.
Sottanepoetiche la voce matura di madri, volti mani cuori, fra un focolare gremito di bambini e il capo chino sul ricamo, antico gesto del femmineo paziente, comunitario, tutte assieme ascoltando la fatica e il ritmo del quotidiano, tessendo raggi di luce e un canto urgente di femminilità, dove la gentilezza è forza, dove il creare, innato senso delle donne trova sbocco e divenire, fra stoffe , materiali, tagli insoliti e rivelazioni di stati d’animo, attimi, colti fra l’una e l’altra e l’unione casuale di diverse vite.
Sottanepoetiche è una sfida agli eventi, con gesti e prese di posizione che sanno trarre nutrimento anche da situazioni negative, dalla naturale violenza della vita; generata da madri, è madre, è “materart” che ricresce sulle rovine, trasforma gesti e negatività in divenire.
Sottanepoetiche usa materiali desueti, abbandonati, lasciati all’oblio e li restituisce alla vita, con una unicità che canta la perfetta imperfezione del tutto.
Sottanepoetiche, una sottana tante mani, un ricamo tanti pensieri, un laboratorio tanti incontri, scambio, femminile greve e leggero, sfida al vortice che risucchia gli individui nella solitudine.
Sottanepoetiche usa poesie canzoni parole colte dentro e nel vento ma ad esso sempre la restituiscono.
Sottanepoetiche poste all’apice nord del lago di Como, sul lago di Mezzola, come un riflesso ulteriore sull’acqua in giorni di sole e vento; ordisce trame di condivisione, sui tessuti e nella vita, nei mille ricami gioiosi che soffiano sulla nebbia dei giorni sempre uguali.

 

Dialogo femminile con le armonie di Ettore

Immagina i panni stesi al sole, l’intimo, le vesti piccole, grandi, gli abiti da sposa, da notte le mutande ….. gli asciugamani di lino, le federe, i sogni.

Immagina fili, tanti fili, passati da una parte all’altra della stanza, a creare trama nell’ordito di geometrie esistenti, di metallo e legno, con i panni stesi a mostrare la loro storia, immagina fili e fili di indumenti bianchi attraversare la stanza, immagina questa visione luminosa che penetra negli interstizi con la sua luce e racconta in ogni abito, in ogni capo la storia delle donne che li hanno indossati, tessuti, ricamati, lavati, vissuti ricordando, sperando, amando, facendo l’amore, dormendo…..

Immagina l’espressionedi una femminilità accessibile, condividibile, una femminità che non ha paura di essere, che non si nasconde dietro a simbolismi che incatenano in una metafora la bellezza dell’uno, la forza.

Le donne, le nonne, le mamme, le amiche hanno aperto i bauli, i cassetti… ci hanno consegnato i loro semplici tesori ricchi di memorie e storie, per far parte di un unico coro di voci…… immagina il loro dialogo con le armonie di Ettore Guatelli, voci di uomini, voci di donne.

 Sottane a Parma
Nel 2009 le SottanePoetiche sono state invitate a portare la loro creatività nel  museo di Ettore Guatelli.
Ettore Guatelli non c’è più ma  ci siamo lasciate raccontare dai suoi oggetti storie d’altri tempi  attraverso gli attrezzi consunti, l’ingegno contadino, i rammendi, i rattoppi , la creativa trasformazione delle cose data dalla necessità. Abbiamo seguito con gli occhi e il cuore le sue geometrie espositive quasi musicali, degne di un grande artista. Anche rimanendo in silenzio al museo Guatelli sembra di sentire molte voci, sembra di sentire cantare, battere il maglio, la falce, il martello, l’incudine. Il suono della vita. Gran parte di  questi attrezzi, fatti di ferro, di legno, da mani d’uomo callose forti, cantano anche storie che non si vedono, o che non sono così palesi, amori delusioni, matrimoni, nascite, morti, cantano le donne e gli uomini.
Le SottanePoetiche hanno scelto di esporre nella sala grande (……), hanno scelto di parlare delle donne, proprio dove gli attrezzi maschili, riempivano le pareti, gli angoli e i soffitti portando la grazia di preziosi abiti presi in prestito con commozione e poi restituiti , sottratti al privato di cassetti profumati di lavande di nonne, zie, mamme, amiche: ricordi preziosi per ognuna di loro, ma condivisi in quell’occasione speciale che richiedeva la forza di una moltitudine. Antiche fasce, sottane, abiti da sposa, camicie da notte, mutande, bustini, sottovesti, cuciti con amore, a mano nella maggior parte dei casi o al suono delle macchine a manovella o a pedale.
A quegli abiti erano legati tanti discorsi, tanti sogni, gioie ricordi immagini suoni, dolori, voci quanto agli attrezzi di Ettore. Noi Sottane cuciamo storie e riveliamo attimi e sogni del nostro animo,  lì in mezzo alla moltitudine di racconti di Ettore abbiamo fatto ancora una volta questo, abbiamo steso i fili fra le pareti, con un gesto femminile, antico  privo di ecletticismo  e cercando d’uscire da un manierismo artistico d’istallazione.
Abbiamo steso i panni con amore, con cura  come ognuna di queste donne avrebbe fatto, come chi ama, ha cura e perpetua ogni giorno in semplici gesti il suo divenire. I panni stesi intralciavano il passo e l’occhio al visitatore, main cambio poteva ritrovare fra il fruscio delle stoffe e i piccoli ricami, parole nascoste, poesie dimenticate, tesori, semplici come il pane, il suo profumo e necessari come le donne.

LE SOTTANE POETICHE & LE SOTTANE GUATELLI
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