I continui sbarchi sulle coste Siciliane sono ormai tema di battute, fra un tai e un altro; ero a Magnano in Riviera e …..

mars 2009

MI vesto di nero
perchè in lutto davanti a questa terra in cui vivo
terra
dove si bestemmia l’ opulenza
davanti agli ultimi che annegano
per raggiungerla;
mi vesto a lutto
per questa terra
dove si crede ai nani illusionisti ma
non si crede alla magia
non si ricorda i bisogni
gli emigranti di 50 anni fa
la fame;
mi vesto a lutto
per questa terra
dove hanno scordato di insegnare la loro lingua ai propri figli
ma … dove andiamo, noi, noi
dulà nino*
se il razzismo entra nel cuore e acceca
mi vesto a lutto dopo che ho sentito
nella mia lingua madre:
“Dovaressin dagji fûc su la  spjagje là ch’a rivin, che se tu ju mandis indaûr prin o dopo tornin!!!!!”
io mi vergogno e taccio dimentico la mia lingua,
taccio, mi vergogno mentre ora propio ora si sfascia fasciame di carrette del mare contro la punta di questo stivale ricco e consumato e la gente piange ride piange aggrappata con i denti a una tavola alla deriva verso il futuro verso un pezzo di pane verso l’ingiuria verso la violenza scappando dalla violenza e un pezzo di pane un bicchiere d’acqua verso il diritto di essere nato un pezzo di pane la gente ride una tavola alla deriva e la gente piange la gente ride un pezzo di pane un bicchiere d’acqua un mare d’acqua salata affondo affondo in questo grembo di sale di lacrime blu che abbiam pianto affondo affondo e la gente ride.

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